Iʟ ɴᴜᴏᴠᴏ Rᴏᴍᴀɴᴢᴏ ᴅɪ Mᴀʀᴄᴏ Bᴏʀᴛᴇsɪ

Lugana “Cà dei Frati”

Alla scoperta dei grandi vini italiani, facciamo tappa a Lugana di Sirmione sullo splendido scenario del Lago di Garda.

Marco Bortesi – GoodLife Novembre 2020

Era il 1991 quando, poco più che ventenne, aprii il Pub Shangri-là in quel di Gualtieri (RE). Fu il mio socio di allora e grande amico, Giuseppe Caleffi http://www.museoligabue.it/ , ad introdurmi (con mio sommo piacere) alla conoscenza del buon vino. Fu anche l’anno del mio primo Vinitaly di cui ricordo bene i primi stand, e un po’ meno gli ultimi. Tuttavia fu l’aprirsi di questo mondo fatto di profumi e gusto a farmi innamorare del nettare degli dei. Il nostro locale presentava una gamma di vini di tutto rispetto, selezionata con cura, con la voglia di proporre prodotti di alta qualità al giusto prezzo. Uno dei primi vini che acquistammo fu il Lugana dell’azienda di Pietro dal Cero, “Cà dei Frati” situata sul Lago di Garda a Sirmione (BS). Attualmente dopo la sua morte avvenuta nel 2012, l’eredità culturale è gestita dalla moglie Santa Rosa e dai figli Igino, Gian Franco ed Anna Maria che gestiscono l’azienda con la stessa passione e determinazione. Il Lugana, come da loro stessi definito è il loro orgoglio, il vino che li ha fatti conoscere e continua ad essere l’immagine dell’azienda.

Nella sua giovinezza è fresco, lineare e dotato di grande finezza ed eleganza con note delicate di fiori bianchi e balsamiche, sentori di albicocca e mandorla. Il tempo gli consente di evolvere esprimendo con maggior determinazione le note minerali. Il vino acquisisce una sua complessità con sentori iodati, spezie e frutta candita. In bocca è capace di avvolgere tutto il palato grazie ad una importante essenza sapida accompagnata da acidità viva ed esuberante. In giovinezza è da preferire con una temperatura di servizio a 10 gradi circa, con antipasti freddi o tiepidi ma delicati ed accompagna piatti di pesce sia bollito che al vapore o alla griglia.

Nonostante negli anni abbia degustato vini Lugana di varie aziende produttrici, personalmente lo ritengo il migliore. Riposa per almeno 6 mesi in acciaio su lieviti fini e 2 in bottiglia. Salendo di pregio troviamo in azienda anche il Brolettino. In barrique per 10 mesi, seguito da 3 mesi in bottiglia, eccellente!

E’ il vino del vitigno autoctono: la Turbiana.
Uva raccolta a maturazione completa verso la metà del mese di ottobre e terreno di gran talento ci donano un prodotto di struttura dotato di grande capacità di invecchiamento.
All’assaggio si manifesta pienamente in tutta la sua complessità.
Al naso evidenzia sentori di frutta matura, pesche, mele gialle, rose carnose con note fresche e balsamiche.
Il palato viene avvolto da un attacco deciso mantenendo tutta la sua freschezza ed eleganza.
La struttura piena è accompagnata da un’acidità tesa e dalla caratteristica sapidità che puliscono completamente il palato lasciandolo invaso di profumi delicati.
Ideale per le zuppe invernali, legumi e paste con sughi bianchi, carni bianche e pollame, formaggi di media stagionatura, pesce in cotture lunghe e ricche e crostacei.

L’azienda Ca’ dei Frati è nota sin dal 1782 come attesta un documento che riferisce “di una casa con cantina sita in Lugana nel tener di Sermion detta il luogo dei Frati”. Nel 1939 Felice Dal Cero, figlio di Domenico, già viticoltore in Montecchia di Crosara, nel veronese, si trasferì in quella casa, in Lugana di Sirmione, intuendo fin da subito l’alta vocazione vitivinicola della zona.

Le uve di ogni vigneto vengono vinificate separatamente per poter avere una visione più chiara delle espressioni del “terroir”. Le lavorazioni avvengono nel massimo rispetto della materia prima attraverso una tecnica innovativa affinata negli anni e che consente di ottenere vini integri e longevi.

Consigliatissimo dunque con la raccomandazione di bere con moderazione, il buon vino si gusta non si tracanna! https://cadeifrati.it/

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